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Cersaie 2008: Ceramic Tiles of Italy Architectural Food
La piastrella tra arte e cibo
Una mostra per dimostrare che anche il food ha una sua architettura, e che la piastrella di ceramica italiana, grazie alla flessibilità compositiva che la contraddistingue, è in grado di esprimere soluzioni nuove e originali rispetto ai luoghi e agli spazi del consumo alimentare.
Ceramic Tiles of Italy_Architectural Food è il nome dell’evento che è stato visitabile durante la cinque giorni di Cersaie 2008 (Bologna, 30 settembre – 4 ottobre) presso il Centro Servizi, per tradizione luogo deputato ad accogliere eventi dal taglio prettamente culturale e artistico.
Promossa da Confindustria Ceramica ed organizzata da Edi.Cer. Spa all’interno di uno spazio curato da Aldo Colonetti con l’allestimento di Origoni & Steiner, la mostra di immagine è approdata al Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno dopo il grande successo riscontrato in Triennale durante il Salone del Mobile di Milano lo scorso aprile 2008.
L’evento mette al centro due aspetti fondamentali del materiale ceramico: la produzione industriale, fondata sull’innovazione sia prestazionale che estetica, e la flessibilità interpretativa di alcuni designer che, utilizzando prodotti di serie, interpretano il tema del cibo, uno dei grandi valori del Made in Italy.
La particolarità di questa mostra è che i designer protagonisti sono professionisti italiani compresi in un’età che va dai 30 ai 40 anni: “le promesse del nostro domani, giovani sui quali Confindustria Ceramica ha inteso investire” ha affermato Alfonso Panzani presidente dell’Associazione. La mostra vuole declinare la cultura industriale e le tradizioni culturali dell’Italia. Utilizzando i prodotti di serie, i designer hanno mirabilmente declinato il tema del cibo, uno dei tanti valori del nostro Made in Italy.

Ancora una volta la ceramica italiana ha così dimostrato di saper interpretare, in modo innovativo e suggestivo, i nuovi riti di consumo. Aldo Colonetti, curatore scientifico della mostra, ha affermato che “la ceramica è un materiale che disegna e noi, forse un po’ presuntuosamente, abbiamo cercato di fare parlare la ceramica con il cibo che, assieme al design, rappresenta il nostro futuro”. Proseguendo nel suo intervento Colonetti ha voluto mettere in evidenza che “tutti i materiali utilizzati sono nel catalogo delle imprese, a sottolineare quanto anche la produzione seriale possa diventare la protagonista di soluzioni caratterizzate dalla grande creatività”.
La mostra dal grande potere attrattivo espone le realizzazioni dei progettisti Adriano Design, Enrico Azzimonti, Odoardo Fioravanti, Nicola Gallizia, Lorenzo Gecchelin, Luca Nichetto, Matteo Ragni, Maurizio Sala, Dodo Arslan, Lorenzo Damiani, Suardi e Aksu e delle aziende ceramiche che partecipano all’evento: Casalgrande Padana, Emilceramica, Etruria design, Edilcuoghi Ceramiche, Florim Ceramiche, Majorca, Marazzi, Ragno, Polis Manifatture Ceramiche, Antiche Fornaci d’Agostino, Ceramica di Vietri Francesco de Maio.
Sono undici soluzioni portatrici di una identità peculiare, ma caratterizzate al contempo da un elemento comune: tutti oggetti ospitali e accoglienti, che con creatività assoluta descrivono la tradizione del cibo, in particolare italiano.
I progettisti e le aziende ceramiche italiane protagoniste della mostra:
Adriano Design per Edilcuoghi Ceramiche : Italian Kebab

Enrico Azzimonti per Casalgrande Padana : World Wave

Odoardo Fioravanti per Majorca : Big Dish
Nicola Gallizia per Florim Ceramiche : Oro in bocca
Lorenzo Gecchelin per Ragno : Tile a Tile
Luca Nichetto per Marazzi : Tilefilm
Matteo Ragni per Etruria design : Buoni appetiti
Maurizio Sala per Emilceramica : Hai mangiato la foglia?
Dodo Arslan per Polis Manifatture Ceramiche : Torta arcobaleno
Silvia Suardi e Sezgin Aksu per Ceramica di Vietri Francesco de Maio : Torre per una cena romantica

Lorenzo Damiani per Antiche Fornaci d’Agostino : Naturalbar

Undici soluzioni, tutte diverse tra loro e allestite, con un elemento comune di fondo: oggetti, ospitali e accoglienti, che descrivono creativamente la tradizione del cibo soprattutto italiano.

