Incarnano la sostanza di una idea proteiforme, compongono i contorni di una struttura simmetrica, custodiscono i tesori di un progetto organico.
Il loro è un modulo, un prisma. Una mutazione.
La reciproca simbiosi delle parti con l’insieme, la continua transizione dall’archetipo al canone.
Sono gemme estratte dalla materia dell’ultimo sogno di CERDOMUS.
CORALLO. Sferza lo spazio con una ghirlanda scarlatta e poi lo estende con le nuove dimensioni aperte dalle sue stupefacenti ramificazioni.
OLTREMARE. Agita piano nel blu più profondo le suadenti arabesche tratteggiate dall’ipnotico ondeggiare d’un anemone di mare.
CARBONE. Libera lustri ed emendati fiotti di corolle corvine a sospendere il tempo come la chioma di Medusa.
MADREPERLA. Irraggia tutt’attorno tepali malleabili sulle note d’una sinfonia sincopata tra gradazioni limpide ed abbuiate.
PERGAMENA. Fonde dimensioni pulite e rifi nite dentro un morbido alveo di pallidi calici danzanti.
AVORIO. Accompagna intensi sprazzi di vita mondana con la ieratica purezza d’una diafana campanula.